Dettaglio per realizzazione e progettazione di Impianti Fotovoltaici Riduci
Tipi di impianti fotovoltaici ed integrazione Riduci
 

 

Tipi di impianti fotovoltaici ed integrazione

Gli impianti fotovoltaici, indipendentemente dal loro utilizzo e dalla taglia di potenza, possono essere divisi in due categorie:

- isolati (stand alone)
- connessi in rete (grid connected)

I sistemi isolati proprio per il fatto di non essere collegati alla rete elettrica, sono in genere dotati di sistemi di accumulo dell’energia prodotta. L’accumulo è reso necessario dal fatto che il campo fotovoltaico può fornire energia solo nelle ore diurne, mentre la richiesta di energia da parte dell’utenza è distribuita sulle 24 ore giornaliere. Durante la fase di insolazione viene quindi immagazzinata, mediante batterie di accumulo l’energia non immediatamente utilizzata,

Il sistema connesso in rete, invece, in genere non è provvisto di sistemi di accumulo in quanto l’energia prodotta durante le ore di insolazione viene immessa nella rete elettrica; viceversa durante le ore di insolazione scarsa o nulla il carico viene alimentato dalla rete. A tal proposito, per impianti di potenza inferiore a 20 kWp si può usufruire del servizio di scambio sul posto, che permette di scambiare semplicemente l’energia prodotta dall’impianto durante il giorno con quella assorbita dalla rete magari durante le ore notturne. Alternativamente e obbligatoriamente per impianti di taglia superiore, l’energia se non immediatamente utilizzata, viene immessa in rete e retribuita al suo valore di mercato.

Una ulteriore suddivisione si opera tra sistemi fissi e sistemi ad inseguimento: nella prima tipologia i pannelli sono ancorati ad una struttura che li mantiene saldamente ancorati in una posizione dettata dalle caratteristiche tecniche dell’edificio o del sito di installazione al fine di massimizzare la produzione; nella seconda tipologia i pannelli fotovoltaici sono ancorati su strutture orientabili (mono o biassiali) che seguono i movimenti del sole e permettono una maggiore produzione.

Tali strutture sono però più costose e necessitano di manutenzioni più frequenti sulla meccanica di movimentazione.

 

Tipi di impianti fotovoltaici ed integrazione

Gli impianti fotovoltaici, indipendentemente dal loro utilizzo e dalla taglia di potenza, possono essere divisi in due categorie:

- isolati (stand alone)
- connessi in rete (grid connected)

I sistemi isolati proprio per il fatto di non essere collegati alla rete elettrica, sono in genere dotati di sistemi di accumulo dell’energia prodotta. L’accumulo è reso necessario dal fatto che il campo fotovoltaico può fornire energia solo nelle ore diurne, mentre la richiesta di energia da parte dell’utenza è distribuita sulle 24 ore giornaliere. Durante la fase di insolazione viene quindi immagazzinata, mediante batterie di accumulo l’energia non immediatamente utilizzata,

Il sistema connesso in rete, invece, in genere non è provvisto di sistemi di accumulo in quanto l’energia prodotta durante le ore di insolazione viene immessa nella rete elettrica; viceversa durante le ore di insolazione scarsa o nulla il carico viene alimentato dalla rete. A tal proposito, per impianti di potenza inferiore a 20 kWp si può usufruire del servizio di scambio sul posto, che permette di scambiare semplicemente l’energia prodotta dall’impianto durante il giorno con quella assorbita dalla rete magari durante le ore notturne. Alternativamente e obbligatoriamente per impianti di taglia superiore, l’energia se non immediatamente utilizzata, viene immessa in rete e retribuita al suo valore di mercato.

Una ulteriore suddivisione si opera tra sistemi fissi e sistemi ad inseguimento: nella prima tipologia i pannelli sono ancorati ad una struttura che li mantiene saldamente ancorati in una posizione dettata dalle caratteristiche tecniche dell’edificio o del sito di installazione al fine di massimizzare la produzione; nella seconda tipologia i pannelli fotovoltaici sono ancorati su strutture orientabili (mono o biassiali) che seguono i movimenti del sole e permettono una maggiore produzione.

Tali strutture sono però più costose e necessitano di manutenzioni più frequenti sulla meccanica di movimentazione.