F.lli Franchini per Apofruit

 


F.lli Franchini per Apofruit

 

Sono entrati in produzione 4 nuovi impianti fotovoltaici realizzati

sugli stabilimenti di Apofruit, la grande cooperativa ortofrutticola da sempre attenta alle politiche a basso impatto ambientale.

 

Si è concluso nei tempi previsti un’importante operazione che ha visto accanto all’installazione di 4 grandi impianti fotovoltaici su alcuni stabilimenti di Apofruit, la contestuale bonifica di 20.000 mq di amianto presenti nella copertura.

Gli impianti inaugurati, realizzati sugli stabilimenti di lavorazione della grande cooperativa ortofrutticola a Vignola, San Pietro in Vincoli, Cesena e Longiano, portano ad un risparmio di emissioni di CO2 pari all’impatto ambientale che hanno 1.200 auto in circolazione.

I nuovi impianti, frutto di un’operazione di Apo Energia con la realizzazione della F.lli Franchini, si aggiungono a quelli installati lo scorso anno sugli stabilimenti di Scanzano (Matera) ed Aprilia (Latina) e a quelli già operativi dal 2007, con una potenza complessiva di 3,5 MW.

 

Si è trattato di una realizzazione complessa e articolata, come racconta lo stesso Paolo Franchini:

“L’intervento sullo stabilimento di Vignola – per esempio -  edificio con un elevato consumo energetico e la presenza di amianto nelle coperute esistenti, rappresenta la situazione ideale per scegliere di installare un impianto fotovoltaico. Queste circostanze fanno di Vignola un caso concreto di come si possa garantire la salute e l’economicità attraverso il ricorso al fotovoltaico. Infatti non solo abbiamo smaltito e bonificato l’amianto della vecchia copertura, ma anche impiegato lastre in acciaio a protezione multistrato a profilo grecato Coverib1000 (prodotto da Ondulit) per il nuovo tetto. Si tratta di un materiale di altissima qualità appositamente studiato per i grandi utilizzatori che hanno necessità di coprire superfici molto estese. L'impianto fotovoltaico installato è complanare alla superficie in modo da garantire una capacità produttiva energetica di 676mila kWh annuiIl lavoro finito rappresenta una particolarità anche dal punto di vista estetico, infatti abbiamo utilizzato ben tre differenti tipologie di installazione: su Sched, capannone a volta e su tetto a falda. Il ricorso a queste diverse applicazioni è stato dettato dall’esigenza di massimizzare gli spazi e garantire, allo stesso tempo, il livello più alto di producibilità dei moduli”.

    

Alcune immagini degli impianti