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La Romania è diventata negli ultimi anni uno dei mercati più promettenti per le energie rinnovabili, tanto da attirare l’attenzione e gli investimenti delle principali società del settore.  Il Paese ha definito una nuova politica di sviluppo per il comparto energie rinnovabili, predisponendo piani energetici già sperimentati in altri stati, unico problema laburocrazia. In Romania, infatti, il processo autorizzatorio è più dispersivo. Non esistendo sportelli unici o autorizzazioni uniche, è necessario affrontare l’intero processo entrando in rapporto separatamente con tutti gli attori implicati. Per quanto riguarda  incentivi si basano sul sistema dei Certificati verdi (Cv). A ogni tipo di tecnologia viene attribuito un numero di Cv per MWh prodotto e immesso in rete, così riassumibile: 6 Cv per il fotovoltaico, 3 Cv per le micro-idrocentrali nuove, 2 Cv per gli impianti eolici (1 Cv a partire dal 01.01.2018), 2 Cv per le produzioni elettriche che utilizzano biomassa, biogas, geotermico e biogas. In questo contesto si inserisce l’attenzione della F.lli Franchini di investire in questa direzione, facendo ricorso a tutte le proprie competenze maturate in questi anni.

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